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TURISMO: LA TOSCANA PUNTA SULL'INDIA

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28/03/2012

Turismo: la Svizzera rilancia sul mercato indiano

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IL TURISMO INDIANO OUTBOUND

Secondo le ultime stime saranno 50 milioni i turisti indiani che viaggeranno all’estero nel 2020. Un aumento enorme: del 25-30% annuo. Nel 1995 i turisti indiani all’estero sono stati 3 milioni, mentre nel 2007 ben 9 milioni. La Market Research Solutions India ha previsto, in un recente studio, che il flusso di turisti indiani in outbound salirà del 13.30% annuo, per i prossimi 5 anni. Dati che fanno di questo paese un’opportunità preziosa per l'industria turistica italiana. Opportunità che nasce da una propensione del popolo indiano al viaggio che potremmo definire "naturale".

Yatra - "viaggio" in hindi - non indica, infatti, semplicemente l'andare da un luogo all'altro ma è una complicata, interessante e fondamentale parte dell'esistenza di ogni indiano. Una delle 4 parti che stanno all’interno della “ruota della fortuna”, la famosa svastica indiana: ogni indiano che abbiamo compiuto 50 anni deve partire, religiosamente o spiritualmente parlando, verso i luoghi dell’anima, i luoghi dello spirito, i luoghi degli dei.

Per questo si può affermare che il popolo indiano è nato per viaggiare e il flusso di turismo outgoing è andato di pari passo con la storia economica del Paese, con un numero crescente di indiani che viaggiano alla ricerca di un periodo di riposo, di un momento magico e unico o, più semplicemente per soddisfare un proprio interesse artistico-culturale.

Una storia, quella del turismo indiano outbound, che possiamo far partire dalla metà degli anni Ottanta e strettamente legata all'evoluzione economica del Paese. Se per tutti gli anni Settanta, infatti, i cittadini indiani potevano permettersi solo viaggi legati a motivi religiosi (pellegrinaggi) o familiari (visite a parenti), dalla metà degli anni ’80 ai primi del 1990, il mondo del turismo outbound indiano ha fatto registrare una profonda trasformazione. In questi anni, infatti, le aziende indiane cominciano a diventare sempre più importanti, le liberalizzazioni economiche (1991) danno impulso ad un’economia fino ad allora stagnante e i cittadini indiani, quelli più ricchi, cominciarono a scoprire l’ebbrezza del viaggio leisure e non più solo legato ad affari: crociere in Alaska, trekking in Nuova Zelanda, shopping a Singapore e Dubai e viaggi in Europa.

In questi anni il Mondo diventa accessibile anche alla middle class e viaggiare non è più un’opportunità unica nella vita. Con il Terzo Millennio, infine, non solo l’upper class ha cominciato a viaggiare più volte in un anno oltreoceano ma questa vacanza è diventata accessibile anche alla parte più bassa della società indiana. Secondo una ricerca condotta dal Tour Operator internazionale Thomas Cook (India) insieme al Reader’s Digest, il 76% degli indiani in vacanza ha il desiderio di compiere la successiva vacanza all’estero.

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